Non è insolito usare metafore per meglio spiegare concetti o capire contesti nuovi e il mondo dell’innovazione aziendale non fa eccezione.
Tra le tante similitudini proposte e sviscerate da studiosi consulenti di organizzazione aziendale, trovo che considerare le aziende come organismi viventi che interagiscono tra loro, consenta di capire abbastanza bene l’evolversi della loro vita.
D’altra parte, innovazione è cambiamento e, come tale, ha impatto sia sul “fisico” dell’azienda, ovvero sulle sue infrastrutture tecnologiche, sia sui processi aziendali, assimilabili alla biologia dell’organismo azienda ma anche e soprattutto sulla sua psicologia ovvero su quella delle persone che a vario titolo compongono l’azienda stessa.
Innovare per migliorare
Ma da dove nasce la spinta all’innovazione? In alcuni casi dalla voglia di migliorare per essere sempre più competitivi, in altri dalla necessità di rispondere ai cambiamenti dell’ambiente esterno (clienti, fornitori, regolamenti, …) mentre in altri ancora, dalla necessità di curare un organismo che non è più in grado di competere per inefficienze derivanti a volte dal naturale invecchiamento che tutti gli organismi devono fronteggiare.
All’interno di questa visione, il ruolo dell’Innovation Manager è assimilabile a quello del medico di base: un medico che deve inquadrare il paziente nel suo complesso, senza perdersi nei dettagli e senza pregiudizi dettati da una specializzazione spinta.
Ascoltare prima di agire
Un Innovation Manager deve, quindi, prima di tutto, ascoltare quello che il cervello dell’azienda (l’imprenditore) percepisce come problemi, dolori, difficoltà e quali risultati vuole raggiungere ma, allo stesso tempo, deve prescrivere esami ed analisi per cercare dei riscontri oggettivi su cui basare la propria diagnosi e cura.
Solo dopo aver individuato le aree critiche, l’Innovation Manager coinvolgerà gli specialisti per un consulto, per ulteriori analisi più approfondite e per gli interventi necessari, coordinando tra loro le varie azioni. Un bravo Innovation Manager farà in modo che l’organismo continui a vivere ed operare anche durante la cura consentendo all’azienda di adattarsi ai cambiamenti sia dal punto di vista biologico, adattando i processi, che dal punto di vista psicologico, comunicando al personale cosa sta avvenendo e il ruolo che ciascuno dovrà avere.
Comunicare e formare
Risulta evidente il ruolo fondamentale che comunicazione e formazione svolgono nel processo di innovazione così come la necessità di una stretta e costante collaborazione dell’Innovation Manager con l’imprenditore, basata su una piena condivisione di obiettivi e di modalità operative.
Non va dimenticato, infine, che un Innovation Manager è tanto più obiettivo quanto meno è parte dell’organismo aziendale e può osservarne dall’esterno pregi e difetti, senza contare che un libero professionista porta comunque esperienze e know how aggiuntivi che sono di per sè un beneficio.
