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Non c’è Lavoro Agile senza Cloud

L’immagine dell’ala di un aereo che vola su un tappeto di nuvole mi riporta alla mente le centinaia di ore passate in viaggio ogni anno per incontrare clienti e colleghi della mia azienda sparsi per l’Europa e il mondo. Potrà sembrare assurdo collegare mentalmente due contesti così diversi ed antitetici come il continuo viaggiare ed il lock down dovuto alla pandemia, che ha costretto molti a lavorare chiusi in casa. In realtà l’essere bloccato per ore in una cabina d’aereo senza contatti con l’esterno e quella vista dal finestrino mi hanno sempre permesso di concentrarmi sul mio lavoro pianificando attività, scrivendo documenti e preparando presentazioni con una produttività e una qualità superiori che in ufficio.

Certo, se essere sospeso in aria a 10 mila metri, chiuso in una cabina non certo spaziosa, mi avesse generato un po’ di ansia, o se non avessi viaggiato tanto per lavoro, probabilmente non lo avrei ritenuto un ambiente ideale per concentrarmi sul lavoro e la storia non mi avrebbe dato il gancio per introdurre il tema “Cloud e Lavoro Agile”.

Prima di addentrarmi nei dettagli, devo precisare che queste mie considerazioni riguardano soprattutto le aziende piccole e medie che in genere non possono investire grandi cifre e risorse nella rete aziendale senza doverle distogliere dal loro business principale. Per queste aziende, che rappresentano una grossa fetta dell’imprenditoria e della ricchezza italiana, la rete e le applicazioni sono e saranno sempre più un supporto importante ma non sono il business.

Lavorare bene ovunque

Photo-by-David-Clode-on-UnsplashÈ questa la mia interpretazione del lavoro agile: essere in condizione di poter svolgere il mio lavoro bene e, potenzialmente, in qualsiasi contesto mi trovi.

D’altra parte anche la normativa italiana definisce la modalità di lavoro agile (o smart working) come la  possibilità di svolgere le proprie mansioni in contesti diversi da quelli tradizionali ed usuali ma anche in orari differenti da quelli di ufficio.  Un obiettivo, questo, ambizioso e sfidante il cui raggiungimento dipende non solo dalla disponibilità di strumenti tecnologici ma anche da un insieme di fattori tra cui rivestono un ruolo fondamentale l’organizzazione del lavoro supportata da contratti adeguati, la formazione del personale (a partire dai manager), così come il supporto psicologico ma anche fisioterapico che aiutino ad adottare e a mantenere uno stile di vita soddisfacente.

Rimanendo nel campo degli strumenti, le applicazioni in Cloud essendo progettate e messe in opera per poter essere utilizzate da chiunque sia autorizzato, qualunque sia la sua connessione, sono intrinsecamente adatte agli Smart Worker e subito disponibili senza necessità di particolari software aggiuntivi, come VPN client o altro, né sul proprio computer né tantomeno sulla rete aziendale.

È una questione di sicurezza

Photo by Markus Spiske on UnsplashApplicazioni come quelle in Cloud, che nascono per essere utilizzate attraverso una rete pubblica, sono/devono essere progettate e realizzate con un livello di sicurezza da rete pubblica anche solo per il fatto che chiunque, da dovunque, può provare ad accedervi. Se non lo fossero, gli hacker ci metterebbero pochi minuti a forzarle e si saprebbe subito in giro.

Al contrario, moltissime applicazioni progettate e realizzate per un uso privato all’interno della rete aziendale hanno livelli di protezione inferiori sia perché confidano nella protezione dei firewall tra la rete pubblica e quella aziendale sia perché a volte sono realizzate in modo artigianale e prototipale dando più importanza alla flessibilità e facilità di modifica che alla robustezza e protezione.

Non bisogna poi trascurare che oggi le minacce alla sicurezza dei dati e delle applicazioni aziendali sono molto sofisticate e in continua evoluzione e richiedono non solo strumenti di protezione altrettanto sofisticati ma anche personale specializzato che si aggiorni continuamente.

È una questione di tipo di collegamento, non solo di banda

La maggior parte delle Piccole e Micro aziende utilizza connessioni Internet con banda asimmetrica in cui la quantità di bit al secondo che può fluire da Internet verso i dispositivi interni alla rete è da 5 a 10 volte superiore alla quantità di bit al secondo che vanno dall’interno della rete verso Internet.

Questo fatto normalmente non è un problema anzi rispecchia il traffico generato da un utente collegato alla rete aziendale . Infatti quando, ad esempio, si fa una ricerca, si scrive una breve frase e Google risponde con una pagina intera; quando si seleziona un link il nostro browser manda al sito una sequenza di un centinaio di caratteri e in risposta riceve una o più pagine.

Quando, invece, permettiamo ad un utente esterno alla nostra rete di accedere ad applicazioni interne, il flusso di dati è esattamente l’opposto con pochi bit che entrano nella rete privata mentre molti di più ne escono verso la rete pubblica, senza contare poi l’effetto di sovrapposizione tra questo traffico e quello che comunque generano gli utilizzatori rimasti all’interno della rete aziendale.

Il problema della asimmetricità delle connessioni si è già manifestato con l’aumento delle video comunicazioni anche se fatte dall’interno della rete. In questo caso, infatti, il flusso video continuo generato dalla webcam del PC verso il resto della rete va a caricare il lato stretto della connessione molto di più che una semplice ricerca o un click su un link.

È già realtà per le applicazioni office e la comunicazione

Che si usi la suite Office di Microsoft o quella di Google non c’è più necessità di installare e gestire server di posta elettronica privati perché questi, insieme alle credenziali dei nostri utenti, sono ormai un servizio in Cloud. Allo stesso modo, tutti i servizi di collaborazione, comunicazione e condivisione di informazioni sono anch’essi forniti in Cloud. Che si tratti di Zoom, Teams, Google Workspace o Cisco Webex, tutti sono ormai in grado anche di sostituire le funzionalità del centralino aziendale in modo più efficiente, integrato ed economico. Ma anche volendo mantenere separate le funzionalità telefoniche da quelle di videocomunicazione e collaborazione, tutti i fornitori di centralini offrono il servizio in cloud senza la necessità di installare in azienda nessun apparato oltre ai telefoni.

In conclusione

Se è pur vero che il Cloud non è la soluzione di tutti i problemi e ci sono ancora ambiti in cui è preferibile/necessario gestire le applicazioni internamente all’azienda, ormai molte delle applicazioni alla base del lavoro agile sono disponibili in Cloud e sono una opportunità da non perdere per le PMI che fanno della flessibilità e dell’agilità il loro punto di forza.

Cosa serve quindi?

Sicuramente un consulente con sufficiente esperienza e con il know how necessario per poter aiutare la PMI a progettare e a realizzare una transizione digitale sostenibile e su misura.